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Economia insediata

Economia
l Comune di Cison di Valmarino dal punto di vista economico presenta una situazione caratterizzata prevalentemente dalla piccola industria, imprese artigiane di carattere familiare radicate nel territorio ormai da decenni.

Il settore mobiliero e del legno è stato affiancato da imprese di cablaggi e assemblaggi elettrici, edili e delle costruzioni, mentre è del tutto scomparso il settore tessile, settore trainante dell'economia locale degli anni 70/80.

Le imprese si avvalgono di manodopera locale integrata da operai extracomunitari provenienti dal Nord-Africa e paesi dell'Est.

Si assiste purtroppo ad un continuo calo di occupati in seguito alla chiusura di alcune unità operative.

La generale situazione di crisi che interessa l'economia nazionale si riscontra anche nel nostro Comune.

L'agricoltura, unica fonte di ricchezza per le famiglie di inizio secolo scorso e fino al primo dopoguerra, va via via scomparendo, sia perché grandi aree sono state urbanizzate in favore del nascere di nuovi insediamenti produttivi, sia perché la conformazione del territorio pedemontano poco si addice alle colture estensive e specializzate; oggi le più competitive.
Di conseguenza anche il numero di addetti ha avuto un crollo verticale e oggi si contano solo una decina di aziende familiari.

Il mercato settimanale conta la presenza di 6 operatori.

Discorso a parte merita il settore commerciale. Sostanzialmente stabile la presenza di esercizi di vicinato e media struttura dove si contano una ventina di attività equamente ripartite tra settore alimentare e non alimentare. E' del tutto assente la grande struttura come ipermercati, centri commerciali e outlett.

L'attività di ristorazione è in continuo aumento così come il settore alberghiero ed extraalberghiero caratterizzato dalla presenza di numerosi bed & breakfast.

Entrata a regime del castello Brandolini-Colomban "Castelbrando" e la prossima apertura di altre 2 strutture ricettive, fanno questo settore la punta di diamante per l'economia locale attuale e futura, gli ampi margini di incremento che esso offre e l'alto numero di occupati impiegati nelle attività, ha permesso di riconvertire buona parte della manodopera già impegnata in settori attualmente in crisi.